Medagliere e motivazioni individuali

Medagliere e motivazioni individuali

LE NOSTRE MEDAGLIE D’ORO AL V.M. – ALBO D’ONORE


Medaglie d’Oro al Valor Militare
G.U. n. 251 del 31 ottobre 1949

1. ANNIBALDI – S.Ten. me cpl. dr.Loris – 4° Rgt. Bersaglieri.
    Erseke q. 1431-1464 (Fronte greco). 12-21 novembre 1940.

2. BERTINI – Capomanipolo me dr. Mario – II gruppo CC. NN. “Banderas”. 
    Puerto de Leon-Malaga, 6 febbraio; Torre del Mar e Motril, 9-12 febbraio; Bosco di Brihuega, 14 marzo 1937 (Spagna).

3. BOCCHETTI – Col. me dr. Federico – Direttore Ospedale Ris. n. 4 (U.R.S.S.)
    Fronte russo, Cielo di Cercowo, 29 dicembre 1942.

4. BOSSONETTO – Capomanipolo me dr. Antonio – 2° Rgt. f. “Frecce azzurre”.
    Strada Pauls – Cherta – Tortosa, 16 aprile 1938 – (Spagna).

5. BRANDELLEROSoldato di Sanità sig. Bruno – Partigiano combattente.
    Tretto (Vicenza), 26 giugno 1944.

6. CASTAGNA – Soldato di Sanità sig. Oreste – 4° Sezione di sanità.
    Regatica (Bosnia), 15 febbraio 1944.

7. CHIAVELLATI – Capomanipolo me dr. Luigi – IV Btg. CC.NN. d’Eritrea.
    Mai beles, Passo Uarieu, 21 gennaio 1936.

8. CUCCHI me cpl. dr. Aldo – Partigiano combattente
     Imola, 9 settembre 1943 – Bologna, 21 aprile 1945.

9. DE BERTOLINI – S.Ten. me dr. Carlo – Sq. Cavalleria Coloniale (A.O.I.)

10. DALLA BONA Ten me cpl dr. Gian Attilio – Partigiano combattente.
      Zone di Verona e Vicenza, giugno 1944 – febbraio 1945.

11. DI LORETO – Cap. me spe CSA dr. Attilio – Partigiano combattente.
      Cimitero di Villetta (Barrea), 12 novembre 1943″.

12. FALCOMATA’ – Ten.V. me spe M.M. – (Mezzi d’Assalto).
      Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941.

13. FERRARA – S.Ten. me cpl dr. Michele – Ospedale da campo n. 455.
      Bardia (A.S.), 2 gennaio 1941.

14. FRIGGERI – S.Ten. me cpl dr. Attilio – Granatieri di Sardegna . 1° Rgt,
      Slebic-Slovenia, 3 giugno 1942.

15. GASTALDI – Dirigente Ospedaletto da campo Giovanni – Partigiano combattente.
      Forno di Valstrona, 9 maggio 1944.

16. GELSOMINI me cpl dr. Manlio – Partigiano combattente.
      Fosse Ardeatine, 24 marzo 1944.

17. GUCCI – S.Ten. me cpl dr. Lino – 6° Rgt. Bersaglieri.
      Jagodnji (U.R.S.S.) – Fiume Don, 23 agosto 1942.

18. MENDOZZA – S.Ten. me cpl dr. Giuseppe – 1° Rgt. alpini, Btg. “Pieve di Teco”.
      Fronte russo, 17-26 gennaio 1943.

19. MIOTTO – Ten. me cpl. dr. Guido – 52° Rgt. Artiglieria d.f.
      Fronte russo, dicembre 1942 – aprile 1943.

20. MURICCHIO – S.Ten me cpl dr. Enrico – IX Btg. Arabo-Somalo.
      Gondulla-M.Dunun, 19 maggio 1936.

21. PANFILI – S.Ten. me cpl dr. Teodorico – LXX Btg. Coloniale(A.O.I.).

22. PAOLUCCI – Ten.V. me – Piazza Marittima di Venezia, “Emanuele Filiberto.
      Pola, 1 novembre 1918.

23. PASI – Ten. me cpl. – Partigiano combattente.
      Belluno, 10 marzo 1945.

24. REGINATO – Ten. me cpl. dr. Enrico –  4° Rgt. alp. Btg. sciatori “M. Cervino”.
       U.R.S.S. 1942-1954.

25. REMOTTI – Ten. me CSA dr. Francesco Paolo.
      Kindu (Repubblica del Congo) – 11 novembre 1961.

26. SBRILLI – Soldato di Sanità dr. Mario – Partigiano combattente.
      S.Polo di Arezzo, 14 luglio 1944.

27. SCAGLIOSI – Cap. me cpl. dr. Giuseppe – Partigiano combattente.
      Castagnola di Massa, 19 settembre 1944.

28. SCHIVARDI – Sergente di sanità sig. Antonio – Partigiano combattente.
      Alta Valcamonica, 15 agosto 1944.

29. VANNINI – Soldato portaferiti sig. Angelo – Brigata “Firenze” 128° reggimento M.T.
       Plava, 21 luglio 1915.

30. VENTICINQUE – S.Ten.V. cpl dr. Giulio – Partigiano combattente.
       Peloponneso, 8 settembre – 28 gennaio 1944.

Il Segretario Generale

Quante volte ci siamo soffermati ad osservare con attenzione il nostro mai troppo amato Medagliere?

Non saprei. Forse lo sguardo talora vagava non attento e si posava sul drappo rosso punteggiato dal luccichio dorato delle tante, ben trenta, medaglie d’oro, senza troppo riflettere sulla sua essenza. 

Nel mio incarico nell’A.N.S.M.I. mi è capitato recentemente di scorrere l’elenco completo dei nomi degli “eroi” attribuendoli a ciascuna delle medaglie d’oro.

Debbo confessarvi con molto rammarico di essermi reso conto di conoscere molto poco della vita di questi uomini, in gran parte molto giovani.

E allora, uno per uno, sono andato alla ricerca di conoscenza dei loro reparti di appartenenza e mi sono dedicato con attenzione alla lettura delle motivazioni poste alla base della massima ricompensa. 

Pur continuando a non conoscere la loro vita ordinaria, il carattere, la famiglia d’origine di tutti costoro questa ricerca è stata motivo di grande riflessione interiore. 

Mi sono reso conto, per la prima volta, di avere di fronte una platea di uomini, professionisti, militari che vivevano il loro quotidiano come potrebbe viverlo chiunque di noi.

Ma è per la loro formazione nella famiglia, per la loro educazione scolastica, per il loro aderire a valori etici, culturali, antropologici specifici della nostra gente italiana che, nel momento cruciale della specifica azione, si sono trasformati da uomini normali in eroi, senza se e senza ma, con iniziative spinte fino alla rinuncia consapevole del bene unico e irripetibile della propria vita.

Quella vita che, invece, curavano e salvavano negli altri compagni d’arme. Salvare la vita dei propri “fratelli”, rinunciando alla propria. Sembrerebbe quasi un eco divino. 

Mi ha colpito la loro provenienza: da ogni regione d’Italia. Mi ha colpito l’estrazione di questi uomini: militari delle allora tre Forze Armate di ogni ordine e grado. 

Ma soprattutto sono stato colpito da una considerazione.

Scorrendo i loro reparti di appartenenza troviamo le “componenti istituzionali” delle tre FF.AA. in numerose e diverse specialità, appunto, ma troviamo anche formazioni non propriamente militari che spaziano, indifferentemente, dai partigiani combattenti alle camicie nere. Tutti uniti, insieme, dall’amor di Patria, che sia Regno d’Italia o Repubblica Italiana poco importa, ma tutti capaci egualmente di donare la loro giovane vita alla comune Patria italiana secondo il loro personale sentire, senza alcuna distinzione pregiudiziale ne ideologica, ne politica, ne di parte alcuna.

La Storia è la Storia. E questa è la vera Storia, la vera realtà concreta dei fatti. 

Questo è il grande insegnamento del nostro Medagliere.

Sul nostro Medagliere è rappresentato il POPOLO d’Italia senza distinzioni fra militari e civili, ma soprattutto senza distinzione di parte alcuna.

Questo esprime un’unità, una concordia d’intenti, una pacificazione nazionale che, nel nostro quotidiano, sembra ancora molto lontana da raggiungere. 

Il nostro Medagliere, allora, non è un reperto museale di passati ricordi e glorie più o meno sconosciuti ma, immedesimandosi in Lui, è una “porta-finestra” sul futuro, per dirla con gli anglismi ai giorni nostri tanto di moda un vero “stargate”. Insegna a tutti la reale concordia d’intenti dell’intero Popolo italiano e getta una vivida luce di speranza sul futuro di una vera pacificazione nazionale che tarda ancora ad arrivare. 

Il nostro Medagliere ci guarda, ci protegge, ci… insegna.

Questo è il grande insegnamento del nostro Medagliere.

“Riflessioni” del Brig. Gen. Vincenzo Barretta

Le motivazioni sono state tratte dal sito del Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare

Chiunque disponga di foto, note biografiche, altro potrà segnalarlo a: ansmi.segreteriagenerale@gmail.com